Vescovo di San Miniato
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Speciale "Visita ad Limina"

 

Roma 16-20 Aprile 2007

Il vescovo Fausto racconta il suo incontro con Benedetto XVI

"Un quarto d'ora
           di amabile conversazione"
 

E’ stata una esperienza toccante e bellissima. Alle 12 di venerdì mattina ho potuto incontrare personalmente il Santo Padre, accolto a braccia aperte e con un grande sorriso. All’inizio era con me anche Mons. Edoardo Ricci, vescovo emerito, ma poi il colloquio si è svolto a tu per tu. Un quarto d’ora di amabile conversazione ed intenso. Un incontro prima di tutto di cuori, tra persone che senza alcun loro merito sono state chiamate dal Signore ad essere suoi apostoli. Un incontro dove ho potuto dire qualcosa della nostra diocesi, ascoltare l’invito a perseverare nell’impegno di formazione alla scuola di Cristo e nell’impegno di evangelizzazione, proporre al S.Padre di venire a farci visita, cosa che non è stata del tutto esclusa.

Al di là delle cose dette ed ascoltate, è stato però impressionante accorgersi che il successore dell’Apostolo Pietro è un uomo di grande umanità, di grande dolcezza ed umiltà, con una fede viva, che si avverte rinnovata ogni giorno, profonda e pervasiva di tutta la persona. E’ uno straordinario dono di Dio questo Papa, con una mente lucidissima ed una acuta intelligenza, una bontà d’animo traboccante ed un attaccamento a Gesù Cristo davvero formidabile!

Nell’incontro ho potuto respirare la grande comunione della Chiesa. Mi sono tornati alla mente gli incontri tra gli apostoli descritti nel libro degli Atti e prima ancora, la vita del collegio apostolico con Gesù, dopo che Lui aveva indicato in Pietro la roccia su cui avrebbe fondato la sua Chiesa. Mi è venuto alla mente il cammino della Chiesa nei secoli, tra miserie ma soprattutto luminosi doni di Dio, quando, stringendosi insieme Papa e Vescovi, si son potute affrontare e superare tante difficoltà.

Veramente bella questa antica tradizione che vuole tutti i successori degli apostoli recarsi periodicamente a Roma, alle tombe di Pietro e Paolo, per confessare la fede comune ed incontrarsi col successore di S.Pietro! E nel tornarsene via per andare là dove il Signore ha chiamato ognuno di noi a servirlo, si percepisce quella speciale unità della chiesa che è dispersa nel mondo perchè si annunci il Vangelo fino agli estremi confini della terra.

C’è stato però anche un altro momento di speciale, particolare intensità nei giorni trascorsi a Roma per la visita “ad limina”. Quando il popolo cristiano, il popolo di Dio della Diocesi nostra e delle altre Diocesi della Toscana ha affollato la piazza S. Pietro ed insieme ai propri vescovi ha partecipato all’udienza generale del S.Padre. Lo spettacolo di un popolo festante nel calore di un sole luminoso; un popolo fatto di famiglie, di giovani, di sacerdoti e religiosi, partecipi di una identica missione in terra di Toscana; unito ai pastori, ai successori degli apostoli e al Papa è stato grandioso, emozionante per chi vi ha preso parte, eloquente per chi l’ha osservato dal di fuori. Siano rese grazie al Signore. Grazie davvero, perchè ci è stato dato di vivere qualcosa che ha toccato le profondità della nostra anima e che ci ha riempito il cuore e la mente di una grande speranza.

+ Fausto Tardelli

Mercoledì 18 Aprile 2007
 
Udienza Generale in piazza San Pietro e
Santa Messa concelebrata
dai Vescovi delle Diocesi Toscane
Servizio fotografico di Nilo Mascagni
 

Tanti fedeli hanno accompagnato il vescovo Fausto

in occasione della visita “ad limina”

 

Anche noi con il Santo Padre

 

Le diocesi toscane dal Papa

 

Inviati: Nilo Mascagni, Riccardo Ceccatelli

In redazione: Fabrizio Mandorlini

 

“Proseguire con rinnovato slancio la missione spirituale nella società”. È l’invito rivolto dal Papa ai fedeli delle diocesi della Toscana, giunti a Roma con i loro vescovi in occasione della visita “ad limina”. “Il nostro tempo – ha detto Benedetto XVI al termine dell’udienza generale di oggi, vigilia del secondo anniversario di pontificato, di fronte a circa 45mila fedeli – ha più che mai bisogno dell’apporto generoso dei discepoli di Cristo per affrontare le attuali sfide culturali, sociali e religiose. Non stancatevi, pertanto, di attingere con coraggio dal Vangelo la luce e la forza per contribuire alla realizzazione di un’autentica rinascita morale e sociale della vostra regione. Siate testimoni gioiosi del Signore risorto e infaticabili costruttori del suo Regno di giustizia e di amore”. Rivolgendosi, poi, ai ragazzi e agli studenti della diocesi di Foligno, accompagnati dal vescovo mons. Arduino Bertoldo, arrivati in piazza S.Pietro al termine del Sinodo diocesano dei giovani, il Papa ha detto loro: “Come ai primi discepoli, Gesù rivolge anche a voi l’invito ad essere suoi amici. Se rispondete con gioia a questo suo appello, sarete seminatori di speranza nel cuore dei vostri coetanei”.

E  a proposito di giovani, assai numerosa la delegazione diocesana che ha fatto dell’incontro con il Santo Padre una fermata del cammino verso Loreto.

“Un cammino – spiega un ragazzo - che ci ha visto già tutti insieme, sotto il segno dell’Ufficio di Pastorale Giovanile Diocesano agli incontri vicariali, e alla via crucis in preparazione alla Santa Pasqua. Non importa da quale parte della diocesi proveniamo ma bello è l’arricchimento che io stesso ho sperimentato partecipato a tutte queste iniziative. Ecco il perché dell’essere a Roma, ecco il perché del mettersi in viaggio.

Sicuramente il Pellegrinaggio a Roma è stata un’occasione per rafforzare il nostro legame di amicizia, dare solidità alle nostre scelte ed approfondire la Parola di Dio con l’aiuto della parola e della catechesi del Papa”.

“La piazza San Pietro – ha sottolineato Nilo Mascagni - era gremita di pellegrini da ogni parte del mondo. La catechesi del Papa è iniziata con un leggero ritardo e si è protratta ben oltre l'ora prevista a causa dei saluti espressi in molte lingue. Da ultimo il pontefice ha salutato tutti i pellegrini delle diocesi della Toscana accompagnati dai loro vescovi incoraggiandoli di cuore a testimoniare con coraggio la fede nel Signore risorto”.

Al termine dell'udienza tutti i pellegrini toscani, non senza difficoltà, si sono diretti nella Basilica di San Pietro per assistere alla Solenne Concelebrazione eucaristica presieduta dal Card. Antonelli all'altare della Confessione. La Messa è stata celebrata in onore di San Pietro Apostolo. La basilica era gremita di pellegrini all'inverosimile. Il Cardinale nell'omelia ha ricordato il particolare significato della visita alla "soglia" della casa dell'apostolo Pietro e del suo successore il Papa Benedetto XVI.

”Nonostante la fatica, il caldo e il disagio, - racconta Riccardo Ceccatelli - non c'è dubbio che in piazza San Pietro si sia respirato la cattolicità. Vedere il Papa da vicino, ascoltare la sua parola e ricevere la sua benedizione ci conforta e ci conferma nella fede ed è senz'altro una esperienza indimenticabile per ciascuno di noi e uno stimolo a proseguire il nostro cammino, nella fede gioiosa del Signore Risorto”.

 

» Il testo completo della catechesi del Santo Padre


 
San Miniato è con Benedetto XVI !!!
 
L'esperienza dei giovani a Roma ...
 

di Alessandra Corsi

 

Udienza da record: più di 50 mila a S.Pietro”. Così la maggior parte dei quotidiani nazionali aprono la cronaca dell’udienza generale del Santo Padre di mercoledì 18 aprile. E noi giovani della diocesi di S. Miniato che eravamo presenti possiamo raccontarlo.

Carichi di entusiasmo siamo partiti prima dell’alba in due pullman: uno occupato interamente da noi giovani di tutta la diocesi e l’altro per i fedeli delle parrocchie di Marti, Capanne e S. Miniato. Durante il viaggio abbiamo affidato al Signore il nostro pellegrinaggio; più tardi, poco prima dell’arrivo, abbiamo recitato le lodi mattutine.

 

» Continua ...


Il significato della “Visita ad Limina”

 

Dall’introduzione al rituale per la liturgia nelle Visite “ad limina”.

 

È dovere di ciascun vescovo, alla scadenza di ogni quinquennio, in ossequio ad una precisa norma canonica (Can. 400), recarsi a Roma per compiere la “visitatio ad limina apostolorum”, secondo la veneranda tradizione della Chiesa, testimoniata a partire dal IV secolo.

Il nome, “visita al luogo degli apostoli”, esprime molto bene il senso spirituale del cammino che i Vescovi del mondo intero compiono recandosi a Roma ogni cinque anni: rendere omaggio agli Apostoli Pietro e Paolo, loro padri e maestri nella fede, e vedere Pietro nella persona del suo Successore, la cui missione è quella di presiedere alla carità di tutte le Chiese e di confermare i fratelli nella fede.

Per questo la visita che compiono i vescovi a Roma non è una semplice visita protocollare o amministrativa. Essa è in primo luogo un pellegrinaggio alla tomba degli apostoli Pietro e Paolo, che, attraverso le celebrazioni liturgiche, rende gloria a Dio, cementa la comunione dei Vescovi con il successore di Pietro, tra loro e con i fedeli.

È pertanto raccomandabile che a queste celebrazioni partecipino i fedeli che eventualmente accompagnano i propri Vescovi, e i sacerdoti e i fedeli delle medesime diocesi che vivono a Roma.